30 Nov

A fronte di una malattia così invasiva nella sua progressione inarrestabile, gli obiettivi che un intervento riabilitativo si può porre riguardano due aspetti. L’uno, che contempla la possibilità di ridurre l’impatto della malattia sul livello di autosufficienza, l’altro, che riguarda le capacità di mantenere ruoli e autonomia nel proprio ambiente, soprattutto in quello famigliare che rischia, in presenza dell’alzheimer, una sorta di malattia sociale.
La riabilitazione, orientata a tutto il campo delle disfunzioni vitali, per quanto riguarda la stimolazione motoria, da noi segue le indicazioni della Psicocinetica.
La Psicocinetica é la scienza del movimento umano applicata allo sviluppo della persona. Nasce da una concezione funzionale della psicomotricità e fornisce indicazioni tanto per l’educazione, quanto per la terapia che per la riabilitazione.
Nell’intervento riabilitativo la psicomotricità funzionale, che concepisce la persona nella sua interezza, si pone un duplice obiettivo.
Quello di mantenere alto il potenziale comunicativo, utilizzando la comunicazione corporea come canale privilegiato per stimolare la capacità di relazione.
Quello di integrare le funzioni psicomotorie con quelle neurofisiologiche, mantenendo attive le funzioni energetiche e operative con la stimolazione tonica e la sollecitazione ad agire per prove ed errori.
In questo quadro trovano spazio il lavoro sulla musica e sulla voce che, insieme al lavoro di coppia e di gruppo sollecitano lo scambio tonico e verbale; il lavoro di strutturazione percettiva del proprio corpo, dello spazio e del tempo utile all’orientamento; il lavoro sulla postura che, centrato intenzionalmente sui singoli distretti muscolari, ne aumenta il modo di funzionare e la tenuta.

Conte Riccardo Dott. In Scienze Motorie

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