04 Apr

Un’infanzia difficile 

Mi chiamo Silvana e sono nata nel 1941 a Rio Salso di Bagno di Romagna. Vengo da una famiglia povera ma molto saggia. Avevo un padre che era la fine del mondo. Ho frequentato la scuola fino alla quinta elementare. Ero molto brava, ma la condizione di povertà della mia famiglia purtroppo non mi ha permesso di coltivare il mio sogno di studiare. Dopo pochi anni è morto il mio caro padre e di conseguenza la nostra condizione economica è peggiorata.

Per aiutare la mamma ho iniziato a lavorare per conto mio, sono andata anche a Milano per tre anni, poi sono ritornata perchè avevo intenzione di trovare il moroso e metter su famiglia, il mio sogno di sempre.

La triste avventura matrimoniale

Purtroppo l’avventura matrimoniale è andata male. Le cose si sono complicate con la nascita inaspettata dell’ultimo figlio: avevo quarant’anni ed ero in procinto di entrare in menopausa. La nostra crisi è iniziata con la scoperta che mio marito aveva l’amante. Nel 1985 siamo arrivati alla separazione ed io mi sono ritrovata con un bambino di tre anni e mille difficoltà da affrontare da sola.
In seguito alla mia forzata solitudine sono diventata un’accanita fumatrice e bevitrice. A questo si aggiungevano i farmaci che prendevo per l’esaurimento nervoso causato dal mio ex marito.

Casa Mia – la rinascita

Ero quasi in coma perché mi ero intossicata con le pastiglie per la depressione e con l’alcool. Mio figlio allora, in accordo con l’assistente sociale, decise di inserirmi qui a Casa mia.

Qui ho smesso di bere, perfino di fumare!! Mi sono subito sentita accolta dal direttore e dalla responsabile.  Poco a poco ho ripreso le forze, ho recuperato la voglia di vivere, che avevo ormai perso.

Ho iniziato ad aiutare gli altri, quelli che hanno più bisogno di me, e questo mi rende felice, sopratutto perché sono sempre a contatto con le persone.

Qui svolgo diverse ATTIVITA’. Fare la pasta è una cosa che faccio molto volentieri; ho imparato da piccolissima e in pratica l’ho fatta per tutta la vita. Svolgo anche alcuni lavori di cucito e altri lavoretti manuali.
Ma c’è un’attività che più di tutte mi entusiasma.. qui ho realizzato, in parte, un mio sogno… Da giovane mi sarebbe  piaciuto fare l’infermiera, e piano piano qui ho iniziato a collaborare in infermieria.. mi occupo di scrivere il nome degli ospiti sui bicchierini di plastica che l’infermiera utilizza per portare le medicine agli anziani. Inoltre in lei ho trovato un’amica, trascorriamo un po’ di tempo insieme, ci raccontiamo, sono davvero contenta!

Ringrazio di cuore Casa Mia per tutto quello che hanno fatto per me. Ho trovato in loro una grande famiglia, i volontari stranieri li considero tutti miei “nipoti”. Ho riacquisito fiducia in me stessa e adesso sento che anch’io ho un valore e che sono importante.

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