14 Mar

La relazione tra giovani e anziani non può che produrre effetti benefici per entrambi. Casa Mia da sempre sostiene questa visione, per questa ragione ogni anno accoglie un numero considerevole di giovani volontari, che allietano con la loro presenza le giornate dei nostri anziani.

Un progetto che coinvolge scuola e centro geriatrico

I benefici di una simile esperienza li hanno sperimentati anche un gruppo di 16 studenti delle scuole superiori, che hanno svolto uno “stage” presso una residenza sanitaria – assistenziale. Il notiziario Adnkronos, che ha riportato la notizia, spiega che si tratta di un progetto portato avanti dal Centro geriatrico “Merry House”, in collaborazione con l’Istituto professionale socio-sanitario “Giulio Verne” di Acilia (Roma).
I ragazzi semplicemente incontrano gli anziani ospiti, parlano e interagiscono con loro. Tutto ciò ha prodotto uno straordinario risultato di scambio interpersonale e anche di riattivazione psichica negli ‘over 65’ ospiti della struttura.

I giovani: un coinvolgimento inaspettato

La mattina dalle 8.30 alle 13.30 – spiega Salute Guido Lanzara, direttore sanitario di ‘Merry House’, centro polispecialistico che conta circa 200 posti letto – gli studenti vengono da noi, fanno un ‘briefing’ con i nostri specialisti e poi si dedicano ai pazienti. E’ stato incredibile vedere come giovani tutti “chat e smartphone”, e a prima vista poco interessati alla vita, abbiano invece abbandonato subito il telefonino e si siano gettati a capofitto nella relazione con gli anziani, proponendo idee, instaurando dialoghi, portando fotografie“.

Gli anziani ritrovano nuove energie

Da parte loro, gli anziani ospiti della Rsa sono rifioriti: “Sotto il profilo tecnico i livelli di riattivazione psichica sono stati superlativi. Pazienti da tempo ‘lontani’ dalla realtà, privi di stimoli, hanno ritrovato nuova energia, si sono legati ai ragazzi, li cercano, si vestono a tono per accoglierli. Un circuito virtuoso che ci porta ad avere l’obiettivo di estendere questo bellissimo progetto di ‘enclave’ di affetto familiare“, conclude il medico.

Questa esperienza è sicuramente uno stimolo in più anche per noi di Casa Mia che, per quanto ci riguarda, continueremo a promuovere iniziative di questo genere.

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