11 Feb

Chi l’ha detto che un trauma cranico non lascia conseguenze?

I traumi subiti alla testa possono aumentare la probabilità di andare incontro a demenza senile e Alzheimer attraverso la formazione di placche amiloidi nel cervello.

Questo è quanto viene riportato dal quotidiano “La Stampa” e che emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Imperial College di Londra e pubblicato dalla rivista Neurology.

Le placche amiloidi e il rischio di Alzheimer

Nel mondo sono 26 milioni i malati di Alzheimer, 800 mila soltanto in Italia. Per gli scienziati il principale responsabile della patologia sarebbe una forma alterata della proteina beta amiloide. Questa, proprio perché aberrante, si accumulerebbe nel cervello sotto forma di placche causando la morte dei neuroni.

Ed è proprio sulla formazione di queste placche amiloidi che si è concentrata l’attenzione dei ricercatori inglesi. Precedenti studi hanno dimostrato che in seguito ad un forte trauma cranico nel cervello è possibile rilevarne la presenza mediante risonanza magnetica. Altri studi epidemiologici hanno rilevato che le persone che hanno subito un trauma cranico sono maggiormente predisposte a sviluppare demenza senile.

Lo studio dei ricercatori dell’Imperial College – risultati

Dalle analisi, effettuate su un campione ristretto di persone sane, malate di Alzheimer e in buona salute ma con un passato di «trauma cranico» è emerso che anche a distanza di 10 anni è possibile riscontrare la presenza di quelle placche già rilevate immediatamente dopo l’incidente.
Attenzione però a interpretare i risultati: il dato non indica che chi ha subito un trauma necessariamente va incontro a demenza senile. Il risultato, anche se dovrà essere confermato su un più ampio numero di casi, fornirà indicazioni utili ai ricercatori sulle persone a rischio.

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