06 Set

Ciao il mio nome è Fulvio Tanure. Sono brasiliano, ho 20 anni e ho svolto il servizio di volontariato avventista (SVA) presso la casa di riposo “Casa Mia” di Forlì, Italia per un periodo di 10 mesi. Casa Mia”, è una casa di cura e un istituto filantropico della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno. La mia avventura inizia nel 2012, quando ho preso la decisione di provare l’esperienza di essere un volontario. Beh, sono entrato nel sito dei volontari avventisti e ho scelto di svolgere il mio servizio presso una casa di riposo e cominciai il mio viaggio alla ricerca della documentazione necessaria: passaporto, visto e altra documentazione. Nel 2013 sono riuscito nell’impresa di avere tutti i documenti necessari in regola e inviarli presso il Consolato italiano e tre mesi dopo ho ricevuto il visto per entrare in Italia. Giunto in Italia, ho appreso che ero stato un miracolato, perché nessuno aveva mai ottenuto il visto di entrata che viene concesso velocemente solo a chi ha origini italiane o europee. Ho iniziato il mio servizio nel mese di ottobre 2013, come tuttofare. Inizialmente ho svolto attività di animazione con gli anziani; poi ho fatto di tutto: cucina, manutenzione, pulizia, giardinaggio e tecnico informatico. Essere volontario in un altro paese, significa capire le difficoltà nell’apprendere la nuova lingua e la nuova cultura, e comunque sperimentare la soddisfazione della gente verso cui si svolge il servizio di volontariato. L’esperienza dell’inserimento in una nuova cultura, diversa dalla mia, senza dubbio ha provocato in me uno shock che è stato presto superato con l’aiuto di Dio. Anche l’impatto con la realtà avventista italiana, mi riferisco all’impatto religioso, è stato uno shock all’inizio, essendo abituato come ero alla realtà avventista brasiliana completamente diversa. Oggi, riconosco che questa esperienza e le difficoltà che ho incontrato mi hanno dato alcune lezioni come l’umiltà, il sapersi adattare ad una nuova cultura, il lavoro di gruppo, ecc.. Ho incontrato tanti amici, sia nella chiesa che a “Casa Mia”. Con me c’era un altro giovane avventista brasiliano, anche lui volontario (Felipe Vasconssellos), altre due ragazze del Servizio Volontariato Europeo (Suzana Alves e Eva Zambelli), le quali, non essendo avventiste, mi hanno dato l’occasione di condividere la mia fede in Gesù e far conoscere loro la Chiesa Avventista e il suo messaggio evangelico. Sono molto felice di aver conosciuto tanti nuovi amici, delle culture nuove, un nuovo stile di vita. L’Italia attualmente sta attraversando una crisi. La mancanza di pastori che servono nella Chiesa Avventista, hanno fatto nascere in me il desiderio di non tornare in Brasile. Infatti ho deciso di rimanere in Italia dove da settembre inizierò a frequentare la Facoltà Avventista di Teologia di Firenze e prepararmi per essere un missionario al servizio di Dio nella proclamazione del Vangelo al mondo.

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